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SCALOROCK 3 — Chieti Scalo, 2002

Una serata rock nel piazzale della stazione

SCALOROCK 3 si è tenuto il 21 giugno 2002 in Piazzale Guglielmo Marconi, il piazzale davanti alla stazione ferroviaria di Chieti Scalo, in Abruzzo. Fu una serata estiva di rock, blues e metal locale, messa in scena in un luogo che per noi non era mai stato soltanto un punto di transito: era un punto d’incontro, un confine familiare tra la città alta di Chieti e la vita più piatta, rumorosa e improvvisata attorno alla stazione.

La presentazione ufficiale stampata all’epoca descriveva lo spirito della serata in termini molto semplici: SCALOROCK era arrivata alla terza edizione e voleva offrire una serata di musica diversa dal solito intrattenimento locale. Il rock era stato scelto proprio per questo. L’obiettivo era anche quello di rendere Chieti stessa un punto di ritrovo per iniziative di questo tipo, evitando il solito esodo verso altre città ogni volta che succedeva qualcosa di alternativo.

C’era anche un punto che oggi sembra ancora importante: gran parte dei musicisti coinvolti erano ragazzi e giovani musicisti della zona, persone che volevano semplicemente suonare e che meritavano un palco tutto per loro.

SCALOROCK FESTIVAL — Le origini

Anni ‘90. Una generazione ribelle accende gli amplificatori sul palco di Scalo Rock. 30 anni dopo…

La storia di SCALOROCK comincia al bancone del bar della stazione ferroviaria di Chieti Scalo: bevute, battute, amici e musicisti. Secondo le leggende metropolitane più attendibili — che spesso sono gli unici documenti davvero affidabili di questo tipo di mitologia locale — l’intera faccenda potrebbe essere nata persino per far colpo su una ragazza: forse la barista dietro al bancone, forse un’amica di amici di passaggio in quella calda estate del 1996.

Il padre indiscusso della manifestazione è Daniele Leone, noto musicista di Chieti Scalo. Per il primo SCALOROCK, con l’aiuto di Sandra Cocco e Fabrizio Copertino, riuscì a radunare diversi gruppi locali su un palco in Piazzale Guglielmo Marconi. Alcuni di quei nomi, almeno per ora, sembrano essersi dispersi nella nebbia della memoria; ciò che resta vivido è la presenza scenica di Tiziano Minniti, chitarrista poliedrico e brillante, purtroppo scomparso prematuramente anni dopo.

La seconda edizione arrivò nel 1998, quando Massimo Santarelli, all’epoca studente alla University of Music di Roma, entrò nello staff organizzativo. Quell’edizione allargò la mappa: dalla Sardegna arrivò una cover band degli Iron Maiden, mentre da Roma arrivarono i Dimensione Astratta, cover band dei Dream Theater.

Arrivati alla terza edizione del 2002, la manifestazione aveva cambiato nuovamente forma. Daniele Leone era ancora al centro, questa volta affiancato da Luca Cipressi e Daniele Faieta. La serata fu presentata da Alessandra Romano.

Anche il luogo conta. Oggi il Comune di Chieti descrive Piazzale Guglielmo Marconi come uno dei principali punti di accesso a Chieti Scalo, un nodo strategico di collegamento tra treni, autobus e trasporto privato. Per SCALOROCK, però, per una sera diventò qualcos’altro: un palco all’aperto sotto le luci della stazione.

Line-up — SCALOROCK 3

1. SPLEEN

Il gruppo nasce a Chieti nell’aprile 2001 da un’idea di Francesco Giacci e Paolo Di Meo, a cui si uniranno Paolo Giacci e Simone Napolione. Le loro influenze musicali arrivano da gruppi come The Cure, Depeche Mode, Mogwai, Joy Division e Smashing Pumpkins. Dopo alcune prove dedicate alle cover, la band ha messo insieme un buon repertorio di pezzi propri, caratterizzati da sonorità alternative e dark.

  • Paolo Giacci (voce, chitarra)
  • Francesco Giacci (basso)
  • Simone Napolione (batteria)
  • Sandro Paciocco (tastiere)
  • Marco D’Alessio (chitarre)

2. GANGSTERS OF BLUES

I Gangsters of Blues si sono formati nel 2001 da quattro musicisti con esperienze diverse, incontratisi tutti sulla grande strada del blues. Hanno suonato in vari locali abruzzesi e partecipato al Jammin Nights Festival e all’Aventino Blues Festival, uno dei più importanti festival blues del centro Italia.

  • Marco Simone (voce)
  • Paolo Mammarella (batteria)
  • Fabrizio Paolini (chitarra)
  • Mauro Mazzei (basso)

Come piccola nota di contesto, l’Aventino Blues Festival era già documentato alla fine degli anni Novanta come evento blues abruzzese, e il nome Aventino sopravvive ancora oggi in attività festivaliera rock e blues nell’area Sangro-Aventino. Questo rende lo slot dei Gangsters of Blues una bella istantanea del circuito live regionale di quegli anni, non soltanto un episodio locale isolato.

3. HEAVENBLAST

Gli Heavenblast suonano power metal caratterizzato da riff di chitarra taglienti e cristallini, e da una spinta melodica impressionante e travolgente.

  • Marco La Corte (voce)
  • Donatello Menna (chitarra)
  • Alessandro Saponaro (chitarra)
  • Tonino Leve (basso)
  • Francesco Di Giandomenico (tastiere)
  • Diego Chiacchierini (batteria)

Tra i nomi presenti nel programma del 2002, gli Heavenblast sono i più facili da rintracciare attraverso archivi musicali esterni. Le discografie metal pubbliche collocano la band nella scena heavy, power e prog metal italiana, con Donatello Menna come chitarrista di lungo corso e Diego Chiacchierini alla batteria dalla fine degli anni Novanta fino agli anni Duemila.

La loro discografia successiva comprende l’album omonimo Heavenblast, Flash Back e Stamina. I crediti di Flash Back sono particolarmente interessanti in relazione a questo filmato di SCALOROCK, perché vi compare gran parte dello stesso nucleo dei primi anni Duemila: Marco La Corte, Donatello Menna, Alessandro Saponaro, Francesco Di Giandomenico e Diego Chiacchierini, con Diego accreditato anche per cori, parti corali e voce solista in alcuni brani.

Anche l’attività successiva di Diego merita una nota. In riferimenti pubblici più recenti compare come Diego “The Kjakja” Chiacchierini con i Create Illusions, progetto prog/power metal il cui album d’esordio Illusion I è uscito nel 2023 tramite Revalve Records / Believe. Questo rende il live del 2002 un documento precoce di un musicista che sarebbe riemerso nell’underground metal italiano molto tempo dopo lo spegnersi delle luci sul piazzale della stazione di Chieti Scalo.

4. BLOODSUCKER

I Bloodsucker nascono nel 1998 da un’idea di Daniele Leone, che insieme ad altri musicisti della zona decide di fondare un gruppo dedito all’heavy rock di matrice Deep Purple.

  • Diego Chiacchierini (voce)
  • Daniele Leone (tastiere)
  • Davide Rovinelli (batteria)
  • Stefano Tartaglia (chitarra)
  • Riccardo Galizia (basso)

I Bloodsucker rappresentavano il lato più classicamente hard rock della serata: venature Hammond, ispirazione Deep Purple e un legame molto forte con il mondo musicale di Daniele Leone. La line-up è anche una curiosa istantanea delle contaminazioni locali, con Diego Chiacchierini qui alla voce dopo aver già suonato la batteria con gli Heavenblast nello stesso programma di SCALOROCK 3.

Il filmato

Il video venne registrato dal vivo su due videocassette VHS-C PAL, poi riversato su una VHS economica, perdendo ulteriore qualità nel passaggio. Il nastro venne messo da parte e dimenticato per oltre dieci anni, smarrito tra traslochi e cambi di casa.

Il materiale originale fu infine acquisito in digitale in Standard Definition, compresso in un file MPEG-2 piuttosto malandato su DVD, e poi dimenticato ancora una volta. Anni dopo venne riesumato brevemente solo per essere rippato su un disco rigido, abbandonato di nuovo, e infine ritrovato e pubblicato online ventidue anni dopo l’evento.

Questa catena danneggiata fa parte del documento stesso. L’immagine non è pulita, il suono non è rifinito, e il percorso d’archivio è quasi ridicolo — ma è proprio per questo che il filmato sembra ancora vivo. Non è un concerto restaurato. È una traccia salvata di una notte in cui un gruppo di amici riuscì a trasformare il piazzale di una stazione in un palco rock.

SCALOROCK MEMORIAL

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Note e fonti esterne

La maggior parte dei dettagli sulle prime edizioni di SCALOROCK, sugli Spleen, sui Gangsters of Blues e sui Bloodsucker proviene dal materiale promozionale/stampato originale del 2002 e dalla memoria locale. Per le note di carriera e di contesto successive, i riferimenti pubblici più utili trovati sono stati:

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