La Magia e la Storia dei Luoghi Siamo Noi
Photo Project live allo Spazio Matta — fotografia, teatro, musica e danza

La Magia e la Storia dei Luoghi Siamo Noi è stato un incontro dal vivo tra fotografia, teatro, musica e danza: non una semplice proiezione di immagini, ma una performance corale in cui ogni fotografia diventava racconto, ogni testo diventava voce, ogni suono apriva uno spazio emotivo e ogni gesto trasformava la visione in presenza scenica.
L’evento si è tenuto sabato 25 gennaio 2025 nello spazio scenico di SPAZIO MATTA a Pescara, con la cura e l’organizzazione di Fotografia Pino Giannini. Il progetto riuniva un gruppo di fotografi e autori intorno a una serie di brevi narrazioni visive: pensieri fotografici individuali, ma pensati come parte di una squadra comune.
Ogni racconto prendeva forma a partire dalle immagini proiettate sul grande schermo. La voce di Alessandra Arcieri introduceva e interpretava i testi, definendo il tono emotivo di ogni storia pochi istanti prima che i paesaggi sonori di Luca Cipressi — Yours Truly — cominciassero ad avvolgere la sala con ritmi, texture espressive e commenti musicali costruiti per rendere omaggio all’identità visiva di ciascun lavoro. Sul palco, la danzatrice Bruna Cerasa, bendata, restituiva fisicamente ciò che parole e fotografie lasciavano vibrare: movimenti armonici, scatti improvvisi, posture sospese, tremori e torsioni capaci di trasformare la narrazione in corpo.
Un photo project costruito come una partitura scenica
La forza del progetto stava nella sua natura ibrida. Le fotografie non erano trattate come semplici immagini da osservare in sequenza, ma come nuclei narrativi. Ogni autore portava uno sguardo personale sui luoghi, sulla memoria e sull’intimità del vissuto; il montaggio video ordinava questi frammenti in una progressione scenica; la voce dava alle immagini un respiro teatrale; il suono apriva un paesaggio emotivo ulteriore; la danza rendeva visibile la tensione interiore di ciascun racconto.
Questa stratificazione trasformava lo spazio del Matta in un luogo di ascolto condiviso. Il pubblico non assisteva soltanto a una mostra fotografica, né soltanto a una performance teatrale o musicale: veniva accompagnato dentro un dispositivo sensibile, in cui fotografia, parola, corpo e suono si rispondevano a vicenda.
Pino Giannini: fotografia come relazione e racconto
Il progetto nasce dall’esperienza di Pino Giannini, fotografo professionista con base a Chieti. Dopo la formazione a Roma, anche presso l’Istituto Europeo di Design, Giannini gestisce dal 2002 il proprio studio fotografico, occupandosi di servizi per eventi, ritratto, reportage, fotografia pubblicitaria, aziendale e industriale. Nel tempo il suo percorso si è esteso anche alla didattica, con corsi di fotografia di vari livelli avviati dal 2016, nei quali la tecnica diventa soprattutto educazione dello sguardo.
Un dettaglio particolarmente significativo del suo lavoro è il rapporto con la musica dal vivo: Pino Giannini è fotografo della stagione concertistica del Teatro Marrucino di Chieti e del Festival Internazionale di musica classica Chieti Classica. Questa familiarità con il palcoscenico, con i tempi dell’esecuzione e con l’intensità irripetibile della performance si ritrova anche in Photo Project: la fotografia non è mai soltanto documento, ma atto di presenza, memoria condivisa e ascolto dell’altro.
Alessandra Arcieri: la parola che apre le immagini
La presenza di Alessandra Arcieri ha dato alla serata una direzione narrativa precisa. Regista, sceneggiatrice e autrice abruzzese, Arcieri ha lavorato tra televisione, cinema, teatro, documentario, videoclip e scrittura. Nel suo percorso figurano esperienze nei canali tematici televisivi, collaborazioni con produzioni audiovisive, attività didattica nella sceneggiatura e nella scrittura creativa, oltre al romanzo distopico Proiezione Origami, finalista al premio letterario BUK Modena 2017.
Nel contesto di questa performance, la sua voce non aveva soltanto una funzione introduttiva. Era una soglia. Entrava prima del suono e del corpo, orientava l’ascolto, preparava l’immagine a diventare racconto. La sua interpretazione dei testi proposti dagli autori ha permesso a ogni sequenza fotografica di aprirsi in modo diverso: a volte con delicatezza, a volte con sospensione, a volte con una tensione più teatrale e cinematografica.
Bruna Cerasa: il corpo come traduzione poetica
Bruna Cerasa ha portato nella performance una dimensione fisica essenziale. Danzatrice, performer, autrice e poetessa, si è formata presso il Centro di Formazione Professionale Progetto Danza di Chieti, diretto da Tiziano Di Muzio, entrando nel 2018 nel TDM Dance Group. Il suo percorso unisce danza contemporanea, teatro, scrittura e ricerca performativa, con esperienze in progetti scenici e multidisciplinari come Augmented Me, lavori del TDM Dance Group e collaborazioni in cui corpo, parola e musica si intrecciano.
La scelta di danzare bendata ha reso ancora più forte il rapporto tra visione e invisibile. Mentre le immagini scorrevano sullo schermo, il corpo di Bruna sembrava intercettarne la parte non detta: il peso emotivo, il vuoto, la memoria, l’urgenza. La sua danza non illustrava le fotografie in modo descrittivo; le attraversava, trasformando il loro contenuto in gesto, equilibrio, caduta, tremore e ascolto.
Suono, immagini e presenza dal vivo
Per questa performance ho costruito un commento sonoro pensato come un ambiente in movimento. Ogni sequenza fotografica chiedeva un trattamento diverso: in alcuni momenti serviva lasciare spazio alla voce e alla sospensione dell’immagine; in altri era necessario sostenere il ritmo narrativo con pulsazioni più marcate, tessiture elettroniche, armonie rarefatte o elementi più fisici.
Il soundscaping dal vivo era dunque una forma di dialogo con gli altri linguaggi in scena. Non accompagnava semplicemente le fotografie: cercava di amplificarne il respiro, di restituire al pubblico una risonanza ulteriore, di far emergere ciò che stava tra una parola e l’altra, tra un’immagine e la successiva, tra un movimento e il suo arresto.
Fotografia, Teatro, Musica, Danza… una commistione magica di arte, passione e amicizia. Grazie infinite a tutti i fotografi narratori, che attraverso le loro storie ci hanno donato uno spicchio della propria intimità. Un pensiero speciale a tre cari amici che ci sono sempre: Alessandra Arcieri, Bruna Cerasa e Luca Cipressi.
Le fotografie, ordinate e montate in un video, saranno proiettate sul grande schermo accompagnate dai paesaggi sonori di Luca Cipressi, dalla voce di Alessandra Arcieri che interpreterà i testi proposti dagli autori e da Bruna Cerasa, che danzerà liberamente lasciandosi trasportare da musica, parole e immagini.
Fotografie e testi di
- Ludovico Belli
- Emanuele Cerreto
- Domenico Ciccotelli
- Manolo Creati
- Francesca D’Amato
- Anna D’Arcangelo
- Danilo Di Gianvittorio
- Giselda Di Iorio
- Alessandra D’Urbano
- Lorella Dubini
- Anna Paola Fasoli
- Chantal Gouby
- Tania Salvatore
- Agnese Sansonetti
- Marcello Tacconelli
- Paolo Tamburro
- Sandro Veglianti
Special thanks
Photogallery
Press
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