Restauro di un vecchio impianto PA per cinema all’aperto
Un amplificatore valvolare Geloso G-225/A, dal kit di montaggio al cinema all’aperto

Ai suoi tempi, questo amplificatore valvolare GELOSO veniva usato per sonorizzare un piccolo cinema all’aperto durante le calde sere d’estate italiane, in un periodo compreso tra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta.
Non era un amplificatore hi-fi, e non aveva alcuna pretesa di esserlo. Il suo compito era diverso: rendere comprensibili le voci, dare presenza alla musica e far arrivare la colonna sonora del film a un pubblico raccolto in uno spazio aperto, semplicemente per seguire una storia. Per i dialoghi, la narrazione, il suono del proiettore e gli effetti sonori relativamente modesti di quell’epoca, era più che sufficiente.
Oggi siamo abituati a sistemi multicanale, subwoofer, esplosioni cinematografiche, sale calibrate e discussioni infinite sulla fedeltà sonora. Questo amplificatore apparteneva a un altro mondo. Un mondo in cui la cosa importante non era la profondità dei bassi o la brillantezza degli acuti, ma il rito condiviso di sedersi fuori, in una sera d’estate, sotto il cielo aperto, ad ascoltare un film attraverso valvole incandescenti e pesanti trasformatori di ferro.
C’è qualcosa di profondamente affascinante in tutto questo. Era audio pubblico prima che diventasse spettacolo: pratico, robusto, leggermente imperfetto, e proprio per questo pieno di carattere.
GELOSO
Geloso fu fondata nel 1931 da Giovanni Geloso e divenne uno dei nomi più riconoscibili dell’elettronica italiana. L’azienda produceva radio, televisori, amplificatori, ricevitori per radioamatori, registratori a nastro, apparecchiature audio, strumenti da laboratorio, componenti elettronici e kit di montaggio. La sede si trovava a Milano, in Viale Brenta 29.
Fin dall’inizio, Geloso non si limitò ad assemblare prodotti finiti. L’azienda produceva anche molti dei componenti usati all’interno dei propri apparecchi e, nel tempo, sviluppò e brevettò numerose soluzioni tecniche. Questo rese il nome Geloso familiare non soltanto ai normali consumatori, ma anche a radioamatori, riparatori, studenti, sperimentatori e appassionati di elettronica.
Dopo la Seconda guerra mondiale, Geloso si espanse in modo considerevole. Dagli anni Cinquanta in poi divenne un punto di riferimento per gli hobbisti italiani e per chiunque fosse interessato alla radio, all’audio e all’elettronica pratica. I suoi prodotti erano apprezzati per la costruzione solida, il prezzo accessibile e una filosofia progettuale capace di unire utilità professionale e curiosità dell’autocostruttore.
Il catalogo Geloso era vastissimo. Accanto a radio, amplificatori, televisori, registratori a nastro, kit e strumenti di misura, l’azienda vendeva condensatori, resistenze, potenziometri, interruttori, connettori, trasformatori, microfoni e altri componenti. Per molti, Geloso non era soltanto un marchio: era una porta d’ingresso nel mondo dell’elettronica.
Per questo motivo questo amplificatore è così affascinante. Veniva venduto come kit di montaggio e, secondo la stima approssimativa del mio amico, fu probabilmente costruito intorno alla metà degli anni Settanta. Non è possibile determinarne la data esatta, ma la storia dell’oggetto è abbastanza chiara: qualcuno lo assemblò a mano, lo installò e lo utilizzò per anni come impianto sonoro di un cinema all’aperto locale.
Dal kit di montaggio al cinema delle notti d’estate
Qualche tempo fa, un amico mi ha dato questo vecchio amplificatore PA da cinema. Era in cattive condizioni, ma immediatamente intrigante. Era rimasto per anni in un deposito, con pochissima protezione contro umidità, polvere e tutti quei lenti agenti distruttivi che sono particolarmente crudeli con le vecchie apparecchiature elettroniche.
L’amplificatore non era un’unità assemblata in fabbrica. Era stato costruito partendo da un kit dallo zio del mio amico, probabilmente durante gli anni Settanta. Questo dettaglio lo rendeva ancora più interessante. Un amplificatore in kit porta con sé due storie allo stesso tempo: quella dell’azienda che lo ha progettato, e quella della persona che lo ha pazientemente montato, saldatura dopo saldatura.
Eccolo qui, in tutta la sua vecchia e presente gloria: il GELOSO G-225/A.

Per un po’ ho cercato di capire se questa piccola e pesante bellezza potesse essere riportata in vita. Purtroppo, la verità è emersa abbastanza presto. Anni prima, il mio amico aveva già rimosso tutti i trasformatori. Non erano stati soltanto tolti dal telaio: i pacchi dei trasformatori erano stati smontati completamente, separando una a una le lamelle di ferro.
Il motivo era l’umidità. L’amplificatore era stato conservato in un luogo dove l’umidità aveva attaccato gravemente le parti metalliche. I trasformatori erano molto arrugginiti; forse l’acqua era persino arrivata direttamente nella scatola di deposito. Nel tentativo di salvarli, il mio amico aveva immerso i pezzi in un bagno corrosivo e successivamente aveva provato a rimontare i nuclei lamellari.
Purtroppo il tentativo non riuscì. Lo smalto isolante era stato danneggiato, le lamelle non si allineavano più correttamente e non era più possibile ripristinare lo spessore originale né la compattezza meccanica dei pacchi di lamierini. In un amplificatore valvolare, i trasformatori non sono accessori decorativi. Sono organi centrali: pesanti, costosi e criticissimi dal punto di vista elettrico. Senza trasformatori in buone condizioni, la resurrezione diventa molto più complicata.
Così l’ho pulito al meglio, ne ho ammirato la costruzione, l’ho fotografato con cura e alla fine l’ho restituito al mio amico.
Oggi non amplifica più film estivi sotto le stelle. Riposa su una credenza, silenzioso ma dignitoso, contribuendo a tenere insieme la stanza nel suo modo meraviglioso.
Geloso G-225/A
Potenza modulata 25W - 6L6 push-pull class AB1 - 6 valvole - 2 prese mic e 2 prese pick-up con mixer - Guadagno 100.000 volte il segnale d’entrata
Le due prese per microfono e le due per pick-up, i tre potenziometri di volume e due regolazioni di tono, il cambio delle tensioni e gli attacchi razionali di entrata e di uscita, aggiunti alla possibilità di miscelare i segnali dei diversi canali, rendevano questo apparecchio adattabile alle più svariate installazioni: dagli ambienti chiusi di piccola capacità alle chiese ed ai cinematografi di capienza anche superiore alla media del periodo.
I 25W di potenza utile effettivamente disponibili al secondario del trasformatore erano sufficienti per alimentare un numero considerevole di altoparlanti e permettere una razionale diffusione del suono.
Tale caratteristica lo rendeva particolarmente adatto ad installazioni di capacità superiore alla media e nelle quali era richiesta una elevata (per l’epoca) fedeltà di riproduzione.
In questo apparecchio l’amplificazione è di ben 100000 volte il segnale di entrata, mentre il noise floor era ridotto a circa 1/2500 del segnale di uscita. A tali risultati si giunge usando opportuni accorgimenti nella progettazione dei circuiti di filtro e accendendo i filamenti delle due valvole 12SL7-GT con corrente continua ottenuta da un raddrizzatore a secco.

Dati tecnici
- Potenza nominale: 25W (+36,2dB) 5% THD
- Potenza di picco: 35W (+37,7dB)
- Sensibilità micro: 4mV (-85,8dB) Z = 1MΩ
- Guadagno micro: +122 dB
- Sensibilità fono: 180mV (-53,1dB) Z = 1MΩ
- Guadagno fono: +89,3dB
- Noise floor: -68dB a massimo guadagno
- Risposta in frequenza: ±3dB da 50Hz a 10kHz
- Impedenze di uscita in Ohm: 1,25 - 2,5 - 5(balanced) - 7,5 - 10(bal) - 14 - 18 - 30(bal) - 75 - 100 - 125 - 300(bal) - 350 - 400 (bal) - 450 - 500(bal)
- Controlli di tono acuti: -15/+6dB (5kHz) -21dB/+7dB (10kHz)
- Controlli di tono bassi: -10/+6dB (100Hz) -18dB/+6dB (50Hz)
- Valvole: 2x 12SL7-GT; 1x 6J5-GT; 2x 6L6-G; 1x 5X4-G
- Tensioni di linea: 110 - 125 - 140 - 160 - 220 - 280VAC
- Potenza assorbita AC: 170 VA
- Dimensioni: 390x220x232 mm
- Peso: 13,5 Kg
Potenza

L’amplificatore G225/A ha una potenza di uscita di 25W. La distorsione è contenuta nettamente entro un limite del 5%. Diminuendo la potenza d’uscita diminuisce rapidamente anche la percentuale di distorsione, come visibile nella curva esplicativa:

La potenza di picco è di 35W (+37,7dB). Con la sostituzione del normale trasformatore n.5407, il G225/A può essere usato come modulatore di uno stadio finale RF con 50W di alimentazione ed una modulazione del 100%, oppure fino a 70W con una modulazione dell'80%.
Ronzio e rumore di fondo
Il ronzio ed i rumori di fondo sono stati ridotti a -68dB a massimo guadagno di uscita e cioè a circa 1/2500 del segnale di uscita.
Sensibilità
La sensibilità dei canali micro è di 4mV, pari a -85,8dB. Con un segnale di soli 4mV, l’apparecchio dà la piena potenza, per cui risulta superfluo l’uso di preamplificatori anche nel caso di microfoni meno sensibili.
Per i canali phono, la sensibilità è di 180mV, pari a -53,1dB e sufficiente anche per l’uso di pick-up magnetici meno sensibili.

Il criterio che ha ispirato, in sede di progetto, la separazione dei due canali micro da quello pick-up è stato di evitare, nel caso di pick-up di forte uscita, il fenomeno di saturazione e di distorsione nella prima valvola e per dare la possibilità di mescolare a piacere, a mezzo dei rispettivi controlli di volume, i segnali dei due canali.

Circuiti di entrata
Nell’amplificatore G.225/A vi sono due prese per microfoni e due per fono, tutte ad alta impedenza (1MΩ).
Esistono tre controlli di volume: uno per ciascun microfono ed uno per i pick-up. Detti controlli sono separati e danno la possibilità di miscelare a piacere i segnali dei vari circuiti.
Per mezzo delle due prese fono è data pure la possibilità di ridurre al minimo le pause nella riproduzione dei dischi.
Nel caso di microfoni a bassa impedenza (nastro e dinamici) occorre, per avere la massima resa, accoppiare questi microfoni attraverso un trasformatore elevatore, convenientemente schermato.
Schema elettrico

Alle griglie dei due triodi della prima 12SL7 sono applicate le boccole di entrata dei due microfoni. Alla griglia del primo triodo della seconda 12SL7 è applicato, attraverso un commutatore, l’ingresso pick-up.
L’accoppiamento tra i due triodi della prima 12SL7 e la seconda è a resistenza-capacità, con particolari accorgimenti per permettere la miscelazione dei due microfoni e di un pick-up e di regolare separatamente, a mezzo di tre potenziometri, il volume dei singoli canali.
L’intermodulazione tra i due canali micro, con entrambi i microfoni inseriti, è trascurabile.
Tra il primo ed il secondo triodo della seconda 12SL7 e tra questo e la 6J5 invertitrice di fase sono realizzati i circuiti del controllo di toni. I toni alti utilizzano un potenziometro logaritmico da 2MΩ, mentre al controllo dei bassi un doppio potenziometro: quello da 500kΩ logaritmico serve per eliminare il rialzo alle note basse dato dal condensatore da 10000pF in parallelo ad esso; l’altro da 500kΩ lineare ha il compito, variando la resistenza di griglia della 6J5, di diminuire la sensibilità dell’amplificatore alle note basse.
Lo stadio finale è costituito da due 6L6 in configurazione push-pull.
Il circuito di alimentazione è costituito da un trasformatore di alimentazione, da una 5X4 raddrizzatrice doppia onda e dai circuiti di filtro.
Il condensatore di ingresso è da 32uF 500V e da esso vengono alimentate le placche dello stadio finale. Segue un partitore formato da due resistenze, una da 2000Ω 6W, ed una da 7500Ω 12W; in parallelo alla resistenza da 7500Ω 12W vi è un condensatore da 16uF 500V.
Da questo punto del circuito vengono alimentati gli schermi dello stadio finale; segue una resistenza da 5000Ω ed un condensatore da 32uF 500V. Qui è collegata la resistenza di placca della 6J5 e della placca del secondo triodo della seconda 12SL7. Segue una resistenza da 7500Ω ed un condensatore da 16uF 350V.
Da questo punto parte l’alimentazione delle placche del primo triodo della seconda 12SL7 e le placche della prima 12SL7.
Un circuito raddrizzatore, con un raddrizzatore al selenio collegato a ponte, serve per l’accensione dei filamenti delle prime due valvole e per la polarizzazione negativa dello stadio finale.
La capacità di ingresso del circuito di accensione è di 100uF 50V; dopo un’impedenza di filtro Z309R c’è un altro condensatore da 300uF 25V.
In questo punto è prelevata la tensione di polarizzazione per le griglie dello stadio finale.
I filamenti delle due 12SL7 collegati in serie vengono pure collegati dopo l’impedenza. Il filamento della prima 12SL7 è verso massa ed in parallelo a questo filamento vi è un altro condensatore da 300uF 25V.
Le tensioni di lavoro dei condensatori elettrolitici e di quelli a carta, la potenza dissipata nelle resistenze chimiche ed in quelle a filo sono inferiori a quelle limite di funzionamento, in modo da offrire la massima garanzia di durata dell’impianto.
Montaggio

Il montaggio dell’amplificatore G225/A non richiede speciali accorgimenti: basta attenersi con scrupolo ed intelligenza alle indicazioni dello schema elettrico e di quello di montaggio.
Fissare innanzi tutto al telaio le parti meccaniche: zoccoli per le valvole, attacchi micro e fono, potenziometri, impedenze, trasformatori, condensatori elettrolitici.
È necessario osservare l’orientamento indicato nello schema costruttivo che fornisce indicazioni per la realizzazione della filatura.
Collegare innanzitutto le parti vicine al telaio.
Fare attenzione nell’eseguire i collegamenti del raddrizzatore ad ossido e degli elettrolitici, perché un errore potrebbe provocare gravi danni all’apparecchio.
Il collegamento delle prese micro deve risultare secondo la disposizione prestabilita, unificata per tutti gli apparecchi.
Ad evitare la formazione di fruscii e di rumori curare attentamente le saldature.
Per ultimo dovrà essere montato lo schermo di protezione delle prese d’ingresso.
La basetta porta-resistenze si prepara separatamente.
A montaggio terminato verificare con l’ohmetro gli isolamenti in particolare dei lati caldi da massa.
Inserire la valvola raddrizzatrice e verificare la tensione, inserire le prime due valvole e verificare il negativo; inserire le restanti valvole.
Tutte le tensioni devono corrispondere a quelle della tabella qui riportata.
Verifica delle tensioni
Riscontrata l’esattezza dei collegamenti e la loro continuità, si proceda alla verifica delle tensioni.
La misurazione di queste deve essere effettuata sia al primario del trasformatore di alimentazione, per verificare la tensione di rete, sia ai circuiti secondari e interni all’apparecchio.
Per il controllo delle tensioni alternate potrà essere usato un qualsiasi voltmetro a ferro mobile o a raddrizzatore, purché sufficientemente preciso.
Per la misurazione delle correnti continue è invece necessario usare un voltmetro a bobina mobile a 20.000Ω per volt, poiché i valori della tabella che segue sono stati rilevati con uno strumento di tali caratteristiche.
Qualora il tecnico disponesse di uno strumento di diverse caratteristiche, cioè di differente resistenza interna, si dovrà tener conto dell’eventuale caduta di tensione nelle resistenze del circuito al quale si applica lo strumento, dovuta al maggior consumo di questo.
Le tensioni riscontrate dovranno essere comprese entro il 5% in più o in meno dei seguenti valori, ferma restando la tensione di rete al valor indicato sul cambio di tensioni, e dovranno essere misurate tra i piedini delle valvole e la massa.
Per l’uso si può ammettere che la tensione di rete varii al massimo entro una tolleranza del 10% in più o in meno.
TABELLA DELLE TENSIONI
Alta tensione
1° Elettrolitico . . . . . . . . . . . 400V
2° Elettrolitico . . . . . . . . . . . 300V
3° Elettrolitico . . . . . . . . . . . 280V
4° Elettrolitico . . . . . . . . . . . 270V
/ griglia . . . . . . . . . . -25V
6L6-G | schermo . . . . . . . . . . 300V
\ placca . . . . . . . . . . 400V
/ placca . . . . . . . . . . 215V
6J5-GT |
\ catodo . . . . . . . . . . . 57V
/ placca . . . . . . . . 90V
12SL7-GT | catodo . . . . . . . .. 1,2V
| placca . . . . . . . . .130V
\ catodo . . . . . . . . .1,6V
/ placca . . . . . . . . 160V
12SL7-GT | catodo . . . . . . . .. 1,7V
| placca . . . . . . . . .160V
\ catodo . . . . . . . . .1,7V
Tensione negativa
1° Elettrolitico . . . . . . . . . . . -36V
2° Elettrolitico . . . . . . . . . . . -25V
3° Elettrolitico . . . . . . . . . . . -12,5V